Nato a Gennaio 2021, il progetto è nato per divulgare e sensibilizzare quante più persone, grandi e piccini, alla raccolta di RIFIUTI GALLEGGIANTI, alla PROPULSIONE NAUTICA a impatto zero e alla mappatura delle aree di POSIDONIA che popolano le nostre coste.
Mi presento, mi chiamo Maurizio Sollo, Istruttore e Formatore Sea Kayak dell'Endas (ente sportivo riconosciuto dal CONI) ed esperto di sport OUTDOOR.
Da Gennaio 2021 ho iniziato una preparazione fisica e mentale per migliorare la resistenza muscolare e superare le tante ore seduto nel kayak. Allenamenti mirati aumentando sempre step by step la distanza pagaiata e la risposta fisica a cambi repentini di condizione meteo.
Ore 07:30 si parte dalla spiaggia di Miseno. In 10 ore di navigazione (13 totali con le soste) costeggio interamente il Golfo di Napoli, arrivando verso le 20:30 a Punta Campanella. Mentre pagaiavo raccoglievo materiale galleggiante inquinante come: bottiglie, reti delle cozze, polistirolo in grande quantità e tanti frammenti di plastica. Le soste mi hanno permesso di incontrare associazioni e singoli cittadini, consegnando simbolicamente quanto raccolto.
Arrivato a Marina del Cantone ho rivissuto la preparazione fisica e mentale che mi ha permesso di portare a compimento l’impresa, stimolandomi per nuove avventure.
Nel Luglio del 2022 decido di programmare la prossima tappa, portandola a compimento per metà 2023. Inizio un sondaggio su quali aree di costa pattugliare e decido che la prossima ENDURANCE sarà l’intero GOLFO DI GAETA.
Da Agosto 2022 a fine Luglio 2023 mi alleno duramente per costeggiare 130 km in 2 giorni. Prendo contatti con l’ANMI di Terracina (grazie all'amico kayaker Marco Senesi), la Capitaneria di Porto di Gaeta e pescatori locali del litorale Domizio.
Salpo da San Felice Circeo costeggiando fino a Gianola. Arrivato a Terracina, faccio la 1ª sosta presso la sede ANMI: accolto dal Presidente, soci, tantissimi bambini e Marco. È bello vedere l'entusiasmo dei più piccoli, che si avvicinano curiosi al kayak e ascoltano attenti le mie spiegazioni. Lascio simbolicamente un sacchetto trasparente con i rifiuti raccolti finora e illustro il progetto, sperando di seminare qualcosa anche nei loro giovani cuori.
Dopo un’oretta riparto e arrivo nel tardo pomeriggio al porto di Gaeta, accolto da Gianluca di Fazio, soci del circolo e il Comandante della Capitaneria. Anche qui lascio un sacchetto simbolico e spiego il motivo della traversata, sottolineando l'importanza della collaborazione tra chi vive il mare ogni giorno. In serata arrivo a Gianola, dove pernotto in albergo, ripensando alla giornata e alle persone incontrate.
Salpo da Gianola nelle prime ore del mattino. Costeggio il tratto roccioso di Minturno e poi la lunga distesa sabbiosa fino a Ischitella. Dopo circa 30 km di navigazione, il vento rinforza e l'onda diventa trasversale: la pagaiata si fa sempre più faticosa. Valutando la situazione, decido di fermarmi a Ischitella per attendere condizioni migliori.
Durante questi quasi 50 km di traversata, faccio diverse brevi soste accolto da gruppi locali di pescatori. Con loro mi fermo a parlare e approfitto per spiegare quanto sia pericoloso l'uso di boe galleggianti e cassette di polistirolo per la pesca. Mostro loro i frammenti che raccolgo e racconto come questi materiali si trasformino in microplastiche dannose per l'ambiente. Alcuni si mostrano interessati a cambiare abitudini: sono piccoli semi che spero possano germogliare.
Salpo da Ischitella nelle prime ore del mattino, determinato ad affrontare gli ultimi km che mi separano dal Promontorio di Capo Miseno. L'aria è fresca e il mare ancora calmo, sembra una giornata perfetta per concludere in bellezza questa traversata. Ma superato il Porticciolo di Monte di Procida, l'incanto si rompe improvvisamente: assisto alla fuoriuscita di liquami di ogni genere che si riversano in mare. Un puzzo nauseabondo mi avvolge e l'acqua intorno diventa torbida. È uno spettacolo desolante, che ti fa male al cuore e ti fa capire quanto ancora ci sia da fare per proteggere il nostro ambiente.
Nonostante l'amarezza, concludo il mio Golfo di Gaeta rientrando all'Asd Black Dolphin di Arco Felice dopo 132,29 km in 3 giorni di navigazione. La soddisfazione per l'impresa si mescola alla rabbia per quello che ho visto. Purtroppo un brutto incidente in bici da corsa non mi ha permesso di portare a compimento l'Endurance del 2024, ma nonostante la scarsa preparazione fisica e mentale, so che tornerò più forte di prima.
Nonostante l'incidente in bici da corsa e la preparazione non ottimale, riesco a superare il mio record di km in un giorno (70) e arrivo a 72,14 km. È una grande soddisfazione, una vittoria personale che mi ripaga di tanti sacrifici. Durante la giornata dedico la mia attenzione al monitoraggio delle aree di Posidonia lungo un tratto di costa molto frequentato dalla nautica da diporto.
L'intenso traffico e l'ancoraggio selvaggio stanno letteralmente eliminando grandi quantità di Posidonia, causando desertificazione dei fondali e inquinamento da idrocarburi. In alcuni punti vedo chiazze oleose che luccicano in superficie, uno spettacolo desolante. Pochi controlli e la maleducazione di molti diportisti aggravano ulteriormente la situazione, rendendo vani gli sforzi di chi cerca di proteggere il mare.
Supero ogni aspettativa: 90 km di costa in 13 ore, da Santa Maria di Castellabate (Cilento) a Sapri. Anche qui le soste sono caratterizzate da incontri con Associazioni e Circoli Nautici.
A Marina di Camerota mi accolgono gli amici di Cilento a Vela; all'arrivo a Sapri, il Presidente del Circolo Nautico Leonardo Pascarella e i suoi soci.
Durante questi infiniti 90 km di costa ho trovato un mare pulitissimo, sicuramente anche grazie al periodo, ma soprattutto perché c'è rispetto della natura da parte di chi vive in quelle zone. Tantissime aree di Posidonia, una vasta varietà vegetale e ittica. C'è stato anche l'avvistamento di una tartaruga mentre pagaiavo verso Punta Licosa, che ha arricchito la giornata dandomi una carica positiva.
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